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  • Anzio e Nettuno: 4 domeniche per dire si ai referendum sull'acqua pubblica - "Acquadolce"
    lo danno a Bere il Contributo dell Associazione Acquadolce Nettuno 26 febbraio Anzio 4 marzo 2010 Home Campagne Acqua bene comune non merce Anzio e Nettuno 4 domeniche per dire si ai referendum sull acqua Anzio e Nettuno 4 domeniche per dire si ai referendum sull acqua pubblica 5 maggio 2011 Giù le mani dai referendum Il Comitato Referendario 2 Sì per l Acqua Bene Comune si mobilita contro l affossamento e l oscuramento dei referendum Il tentativo da parte del Governo di impedire ai cittadini di esprimersi rappresenta un attacco alla Costituzione e alla democrazia Per questo giovedì 28 e venerdì 29 aprile in tutta Italia sono stati organizzati presidi davanti alle Prefetture mentre il 5 maggio è previsto un sit in davanti a Montecitorio Venerdì 29 aprile siamo stati davanti alla sede della Rai in Viale Mazzini a Roma per chiedere l immediata approvazione da parte della Commissione di Vigilanza Rai del regolamento in materia di comunicazione politica sui referendum Vogliamo che i cittadini vengano informati vogliamo che sappiano che i referendum ci saranno e come sarà possibile votare A livello territoriale il Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno ha indetto quattro giornate di mobilitazione nelle piazze di Anzio e Nettuno per dire no allo scippo dei referendum L approvazione dell emendamento che sancisce la rinuncia temporanea al nucleare rende evidente la volontà del governo e dei poteri forti di aprire la guerra ai referendum del prossimo 12 13 giugno Il Governo e le Multinazionali sono consapevoli che in particolare con i referendum per l acqua le politiche di privatizzazione per la prima volta dopo decenni possano essere sconfitte e sanzionate da un voto democratico e popolare La lobby delle SpA che gestiscono il servizio idrico chiedono un intervento sull acqua per impedire due referendum disastrosi sapendo su questo di

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  • Comunicato n. 8 del 14-06-2011 Comitato Acqua pubblica Anzio-Nettuno - "Acquadolce"
    8 del 14 06 2011 Comitato Acqua pubblica Anzio Nettuno Comunicato stampa congiunto Comitati territoriali ed Associazioni Conferenza Arsenico ce lo danno a Bere il Contributo dell Associazione Acquadolce Nettuno 26 febbraio Anzio 4 marzo 2010 Home Campagne Acqua bene comune non merce Comunicato n 8 del 14 06 2011 Comitato Acqua pubblica Anzio Nettuno Comunicato n 8 del 14 06 2011 Comitato Acqua pubblica Anzio Nettuno 17 giugno 2011 Nonostante il boicottaggio sistematico da parte dei grandi mass media nonostante i tentativi trasversali di trasformare la campagna referendaria nell ennesimo scontro politico tutto interno al Palazzo le donne e gli uomini di questo Paese hanno risposto con una straordinaria partecipazione al voto e con un inondazione di SI Da oggi niente sarà più come prima Il 54 delle cittadine e dei cittadini di Anzio e Nettuno hanno voluto far sentire la propria voce sui problemi di importanza fondamentale per la propria vita e il proprio futuro senza farsi condizionare dalla politica dei partiti e il 95 ha detto Sì all acqua di tutti e No al profitto di pochi Questo risultato straordinario manda un preciso messaggio ai nostri Sindaci e ai nostri Consigli Comunali affinché provvedano immediatamente a fare

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  • Comunicato stampa congiunto Comitati territoriali ed Associazioni. - "Acquadolce"
    Anzio e Nettuno 4 domeniche per dire si ai referendum sull acqua pubblica Assemblea pubblica Sala Consiliare Nettuno Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno comunicato stampa Comunicato n 8 del 14 06 2011 Comitato Acqua pubblica Anzio Nettuno Comunicato stampa congiunto Comitati territoriali ed Associazioni Conferenza Arsenico ce lo danno a Bere il Contributo dell Associazione Acquadolce Nettuno 26 febbraio Anzio 4 marzo 2010 Home Campagne Acqua bene comune non merce Comunicato stampa congiunto Comitati territoriali ed Associazioni Comunicato stampa congiunto Comitati territoriali ed Associazioni 14 giugno 2011 Dopo poche ore dai risultati referendari la Giunta Vendola tradisce la volontà popolare votando un testo di legge sulla ripubblicizzazione dell Acquedotto Pugliese snaturato da emendamenti promossi dalla stessa maggioranza la Regione Puglia guidata da Nichi Vendola tradisce il significato del voto referendario sull acqua Non ha il coraggio di affermare il diritto fondamentale al minimo di accesso all acqua bene comune come peraltro espressamente indicato dall Organizzazione mondiale della Sanità vincolandolo ad esigenze di bilancio e continuando a prevedere affidamenti a società di capitale privato per attività connesse alla gestione del servizio idrico I nostri Comitati non possono che accompagnare l azione del Comitato pugliese Acqua bene comune nel

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  • Acqua all’arsenico: un problema dimenticato - "Acquadolce"
    Contributo dell Associazione Acquadolce Nettuno 26 febbraio Anzio 4 marzo 2010 Home Campagne Acqua bene comune non merce Acqua all arsenico un problema dimenticato comunicato n 10 del 5 luglio 2011 Acqua all arsenico un problema dimenticato 5 luglio 2011 Il Ministero della Salute definisce Decreto del 11 maggio 2011 Normativa sanitaria quello che molti Sindaci dell ATO4 avrebbero già dovuto fare per affrontare il problema arsenico invece da quando è stata data la deroga a 20microgrammi litro marzo 2011 tutto è rimasto come prima anzi peggio E da allora che il Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno ha detto chiaramente che la nuova deroga concessa dalla Commissione Europea non eliminava il problema per i bambini fino a tre anni per le donne in gravidanza e per le aziende alimentari che preparano cibi con acqua contaminata categorie per le quali il divieto di ingerire arsenico e di utilizzare quell acqua è assoluto Per quanto ci risulta solo il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini ha emesso un ordinanza in cui vietava l uso dell acqua potabile alle categorie a rischio Invece a Nettuno quest obbligo di legge di responsabilità del Sindaco non è stato ancora eseguito I due sindaci non hanno comunque provveduto ad informare capillarmente come loro obbligo la cittadinanza e nemmeno hanno obbligato il gestore del servizio idrico a prendere provvedimenti su servizi alternativi per l approvvigionamento di acqua non contaminata Tantomeno gli organi preposti al controllo sanitario ASL e ARPA hanno provveduto a monitorare costantemente la qualità dell acqua i cui controlli sono fermi ad aprile 2011 Come risulta dai loro siti web Intimiamo ai Sindaci e a tutti gli organi responsabili politici e sanitari ad intervenire immediatamente per adeguarsi alle normative altrimenti saremo costretti di nuovo a far intervenire la Magistratura Ancora una volta sono i comitati dei cittadini

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  • Roma - Assemblea nazionale "Acqua bene comune" Prima giornata di discussione dopo la vittoria referendaria 2 / 7 / 2011 - "Acquadolce"
    PRODOTTI News Eventi e Progetti Documenti Campagne Acqua bene comune non merce Obbedienza Civile consumo critico difesa dei territori Forum dei popoli Palestina STOP TTIP Rassegna stampa Link utili Nella stessa rubrica ACQUAGENDA Sull Arsenico nell acqua chiarimenti dal Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno L ACQUA NON E UNA MERCE Acqua all arsenico un problema dimenticato Anzio e Nettuno 4 domeniche per dire si ai referendum sull acqua pubblica Assemblea pubblica Sala Consiliare Nettuno Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno comunicato stampa Comunicato n 8 del 14 06 2011 Comitato Acqua pubblica Anzio Nettuno Comunicato stampa congiunto Comitati territoriali ed Associazioni Conferenza Arsenico ce lo danno a Bere il Contributo dell Associazione Acquadolce Nettuno 26 febbraio Anzio 4 marzo 2010 Home Campagne Acqua bene comune non merce Roma Assemblea nazionale Acqua bene comune Prima giornata di Roma Assemblea nazionale Acqua bene comune Prima giornata di discussione dopo la vittoria referendaria 2 7 2011 4 luglio 2011 Si è conclusa da poco la prima giornata convocata dopo la vittoria referendaria dal forum italiano Acqua bene comune Una lunga assemblea ha visto impegnate molte realtà provenienti da tutta Italia che hanno portato a questo incontro innanzitutto la grossa soddisfazione per la

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  • RELAZIONE SULLO STATO DI CRISI DELLA GESTIONE DEL S.I.I. E LE ALTERNATIVE DETERMINATE DAL VOTO DEI REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011 PER ANZIO E NETTUNO - "Acquadolce"
    Anche in questo caso l unico soggetto politico ad informare la cittadinanza su quello che stava avvenendo era il Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno che con varie iniziative conferenza Nettuno del 26 febbraio 2011 Arsenico ce lo danno a bere poi replicata una settimana dopo ad Anzio facendo intervenire tecnici e ricercatori per spiegare gli effetti dell arsenico Dopo le analisi delle acqua fatte dal Comitato e rese pubbliche vedi allegato n 4 dopo la documentazione resa pubblica dei controlli delle ASL e dello steso gestore che rilevavano lo sforamento del parametro arsenico in vari punti di prelievo oltre i 10µ litro dopo varie denunce pubbliche ed esposti alla magistratura per le inadempienze del gestore e delle amministrazioni dei comuni dell ATO4 il sindaco decide di pubblicare un avviso alla cittadinanza vedi allegato n 5 che oltre ad essere tardivo non stabiliva nessun divieto e nessun provvedimento nei riguardi del gestore neanche per le categorie a rischio che rimanevano tali anche in caso di deroga come invece aveva già fatto il Sindaco di Anzio ma soltanto la riproduzione delle indicazioni della ASL ROMA H Insomma il problema per il Comune di Nettuno era sotto controllo anzi il 16 luglio 2010 in piena emergenza arsenico il Sindaco di Nettuno insieme al collega si Anzio aveva firmato un protocollo di intesa con l ATO 4 e Acqualatina per la gestione delle morosità e lo stanziamento di fondi comunali per la copertura delle bollette degli indigenti senza nulla chiedere al gestore vedi allegato n 6 Il 14 dicembre 2010 il Sindaco di Nettuno il Sindaco di Anzio era assente insieme agli altri sindaci accondiscendenti ai voleri di Acqualatina S p a all ultima Conferenza dei Sindaci dell ATO 4 vota a favore di tutte le risoluzioni presentate in assemblea senza chiedere nessuna spiegazione al gestore senza contestare nessuna inadempienza In particolare il Sindaco di Nettuno vota a favore delle delibere dell ATO 4 1 Proposta al Gestore di Copertura dell importo presuntivamente dovuto ai Consorzi di Bonifica con i canoni di concessione Approvazione dello schema di accordo Vedi allegato n 7 2 Atto di citazione del Comune di Aprilia Determinazioni vedi allegato n 8 Quindi il Comune di Nettuno di fatto da una parte non avanza nessuna ipotesi di contestazione delle inadempienze del gestore e avalla la situazione dall altra non vuole nessun tipo di confronto sul problema della gestione dell acqua anzi combatte tutte le forme di opposizione a questa mala gestione come quelle intraprese dal Comune di Aprilia e tutto senza passare per la discussione in Consiglio Comunale come prevede la legge vedi allegato n 9 Con l arrivo della deroga da parte della Commissione Europea a 20µ litro per l amministrazione nettunese e non solo il discorso arsenico è completamente chiuso Ma il Sindaco dimentica di applicare quello che la ASL RMH gli aveva sempre chiesto e prescritto e che lui stesso aveva riportato sul suo avviso e cioè anche in caso di deroga l acqua andava vietata alle donne in gravidanza ai bambini sotto i tre anni di età e alle aziende alimentari che preparavano i cibi con quell acqua e ingiungere al gestore di provvedere al rifornimento alternativo dell acqua potabile Il Sindaco di Nettuno in qualità di responsabile della salute dei cittadini non teneva conto oltre che della legge neanche delle raccomandazioni espresse dalle organizzazioni dei medici che ancora oggi sollecitano l intervento delle amministrazioni locali vedi il parere scientifico dell EFSA di seguito allegato e vedi allegato n 10 Il risultato dei referendum del 12 e 13 giugno scorso ha finalmente definito quale è la volontà dei cittadini sulla gestione del servizio idrico e dichiara inammissibile la remunerazione del 7 del capitale investito Ma anche questo ad oggi non sembra scalfire in alcun modo le convinzioni del Sindaco e della sua maggioranza in tema di acqua Per l amministrazione nettunese e non solo i referendum non ci riguardano Ad Anzio e Nettuno non cambierà nulla stiamo bene così Noi crediamo che il cambiamento già c è stato e le amministrazioni locali dovranno farsene una ragione altrimenti l onda della partecipazione e della consapevolezza dei cittadini le spazzerà via 1 8 IL CASO ANZIO Il 23 febbraio 2007 il Consiglio Comunale di Anzio approva la Delibera n 6 in cui decide di iniziare il percorso per la rescissione del contratto mai approvato dall Ente con il gestore del S I I chiedendo tra l altro alla Giunta di incaricare uno studio legale per avviare i processi necessari all uscita da Acqualatina e di non approvare la Convenzione per la gestione del SII ATO4 allegato n 11 Lo Studio Legale Avv Francesca Graniti incaricato di esprimere un parere legale sul problema della fuoriuscita da Acqualtina allegato n 12 definisce le ipotesi di percorso giuridico amministrativo da applicare al caso Il documento delinea in sostanza due ipotesi di percorso 1 Sollevare in sede di Conferenza dei Sindaci il problema e ottenere la maggioranza dei voti per deliberare la decadenza del contratto con il gestore 2 dichiarare unilateralmente la fuoriuscita dall ATO 4 per accedere all ATO 2 come conseguenza naturale per l appartenenza territoriale del Comune di Anzio alla Provincia di Roma Il TAR del Lazio con sentenza del 6 agosto 2009 rigetta il ricorso della Provincia di Latina contro la delibera su menzionata per delegittimazione dell Ente ricorrente perché non compete un autonomo potere di intraprendere iniziative davanti al giudice amministrativo per la verifica di illegittimità dei deliberati degli enti consorziati allegato n 13 E da notare inoltre che la sentenza del Consiglio di Stato del 15 settembre del 2009 per il ricorso di Acqualtina S p a e della Provincia di Latina contro il Comune di Aprilia proprio per una delibera dell Ente che non aveva approvato il contratto di gestione con Aqualatina S p a accogliendo l appello dei cittadini e rigettando il ricorso ha riconosciuto che la determinazione dell organo consiliare dell Ente locale non può essere ristretta nell ambito sostanzialmente vincolato di mera soggezione alle scelte operate dalla Conferenza dei Sindaci e presidenti e che la legge della Regione Lazio del 22 gennanio 1996 n 6 indica forme di cooperazione affidate allo strumento convenzionale rispetto al quale la possibilità di un recesso è non solo astrattamente prevedibile ma anche naturale e coerente con la natura del mezzo individuato dalle norme Soltanto la Regione ha la facoltà di intervenire sull Ente restio o inerte rispetto all impegno convenzionale ed in ogni caso si tratta di iniziativa soggetta alle discrezionali valutazioni della Regione Il Consiglio di Stato nella stessa sentenza ribadisce definitivamente che la libertà del singolo Comune di non impegnarsi ulteriormente nell ambito territoriale di gestione dello specifico servizio deve ritenersi piena e non soggetta a restrizioni di sorta In definitiva dicono i giudici del massimo grado amministrativo che non è possibile escludere un potere di autodeterminazione degli anti locali presenti in un determinato territorio in favore di un organizzazione la conferenza dei sindaci e presidenti a questa stregua compressiva delle prerogative e delle capacità delle autonomie e finanche contrapposta all Ente titolare della potestà di vigilanza e del connesso potere sostitutivo A suffragare ulteriormente la capacità di decisone autonoma di un Comune nonché la determinazione dei suoi cittadini possiamo citare tante altre sentenze che hanno definito senza ombra di dubbio e senza la paura del salto nel buio la capacità operativa le reali azioni di controllo il margine di autonomia gestionale dell Ente locale e il controllo diretto degli utenti in materia di servizi pubblici L ultima in ordine di tempo è l ordinanza della Corte di Cassazione del 5 maggio 2011 contro l arroganza e la velleità da parte del gestore del SII Acqualatina S p a nel recuperare i crediti vantati a mezzo Gerit s p a azienda statale di riscossione delle imposte allegato n 14 Inoltre contro l arroganza della politica che vuole a tutti i costi imporre soluzioni in difesa del profitto dei gestori dei servizi pubblici esistono ulteriori esempi di determinazione popolare vincenti Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell ATO 4 di Arezzo e del gestore del SII Nuove Acque s p a per l applicazione delle tariffe retroattive imposte ai cittadini intimando di restituire 800 milioni di euro agli utenti vessati allegato n 15 1 8 1 Il problema arsenico L 11 febbraio 2011 con l Ordinanza n 3 allegato n 16 il Sindaco Bruschini vietava l uso dell acqua alle donne in gravidanza ai bambini sotto i tre anni e alle imprese alimentari dopo che il Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno aveva denunciato lo stato di illegalità diffusa del gestore e dei comuni sul problema della presenza dell arsenico nell acqua potabile fuori dai limiti consentiti per legge L intervento del Sindaco non fu né energico né tempestivo La presenza dell arsenico in quantità superiori ai 10µ l era un problema antico almeno di 9 anni e mai risolto né dalla politica e né dal gestore privato che come tutti i gestori privati d Italia aveva promesso fiumi d investimenti qualità eccellente costi bassi Ma niente di tutto questo è successo e la maggioranza dei politici ha continuato a chiudere gli occhi a tapparsi le orecchie turarsi il naso e a chiedere voti Dopo due deroghe concesse dal Governo italiano scadute a ottobre 2010 si aspettava la terza deroga dalla Commissione Europea che non arrivava perché il gestore pretendeva di elevare i limiti di arsenico a 50µ l contro la salute dei cittadini contro qualsiasi prescrizione medica contro qualsiasi regola di civile convivenza contro il buon senso Questo per i cittadini e per l Europa era troppo Soltanto i comitati dei cittadini si sono mossi per informare la gente sui danni provocati dall arsenico distribuendo migliaia di volantini producendo e inoltrando decine di documenti commissionando a proprie spese le analisi delle acque che confermarono i sospetti organizzando due conferenze sul problema con esperti di livello internazionale invitando a partecipare i Sindaci le giunte i consiglieri comunali Ma della politica a parte qualche presenza silenziosa neanche l ombra Purtroppo le ricerche mediche sono avanzate e inconfutabili come recitano i documenti che l EFSA European Food Safety Authority aveva prodotto e distribuito allegato n 17 e tutto è stato reso pubblico dai Comitati che tra l altro continuavano e continuano a denunciare la mancanza di chiarezza delle amministrazioni l attendismo e la debolezza nei confronti del gestore che non interveniva e non interviene come suo obbligo a provvedere a riportare i parametri di arsenico e non solo entro i limiti umanamente accettabili e neanche pensa a gestire l emergenza con approvvigionamenti alternativi La tanto aspettata terza deroga è arrivata con la gioia del gestore e i sospiri di sollievo degli amministratori e di gran parte delle forze politiche Ma il problema è rimasto Anche in questo caso si è visto in azione il fervore protezionistico della politica nei confronti del gestore anche in questo caso sono palesi le inadempienze contrattuali che si sommano alla ordinaria amministrazione Ma il silenzio assordante della politica continua A correre ai ripari ci ha pensato il Ministero della Salute con il Decreto dell 11 maggio 2011 allegato n 18 peraltro tardivo e non dovuto che definisce il compito delle regioni in regime di deroga dei parametri per le acque potabili già definito dalle leggi europee a cui nessuna istituzione governativa nessun ente territorialesi è mai adeguato Infatti la prima vittima di questa guerra dell acqua come tutte le guerre è l informazione un elemento fondamentale nel rapporto tra cittadino e istituzione tra gestore e utente così come definita ai sensi dell art 14 della Direttiva 2000 60 CE del Parlamento Europeo e del Consiglio allegato n 19 la stessa direttiva a cui ha fatto riferimento la legge Ronchi che spacciava per volontà europea la privatizzazione del S I I la sottomissione al volere dell Europa seppur falsificato in fatto e in diritto per i politici italiani vale a seconda delle convenienze 1 8 2 Il bilancio e gli ivestimenti di Acqualatina s p a Acqualatina S p a ha presentato il suo Bilancio per il 2010 con un attivo di 3 3 milioni di euro nonostante la penalizzazione dovuta al problema arsenico e quindi tutto va bene sicuramente per loro e i sindaci compiacenti approvano I nostri Sindaci invece dovrebbero vergognarsi di approvare un bilancio fallimentare per i seguenti motivi 1 Acqualatina S p a dopo ben 8 anni di gestione non ha ancora risolto il problema arsenico e ha preteso una deroga fino al 2012 che tutti dal Governo alla Regione ai nostri Sindaci non vedevano l ora che passasse 2 Acqualatina S p a ha scaricato su comuni e cittadini con la complicità dei sindaci ben 12 milioni di debito verso i consorzi di bonifica Impegni contrattuali che il gestore prima aveva sottoscritto per assicurasi la gara d appalto e adesso non vuole riconoscere 3 Acqualatina S p a non ha ancora restituito gli oltre 35 milioni dovuti ai comuni per il pagamento dei mutui preesistenti sugli impianti idrici che sempre i sindaci hanno affidato illegittimamente in gestione Mutui che i comuni fanno finta di non richiedere per non far crollare tutta la baracca ma che è stato già segnalato alla Corte dei Conti 4 Acqualatina s p a ha scaricato le perdite di bilancio 2003 2005 sui comuni sempre con l aiuto dalla politica connivente Tali perdite ad oggi ammontano a 9 7 milioni di euro 5 Acqualatina S p a non paga le penali sull abbattimento di tariffa per oltre 31 milioni di euro parametro MALL efficienza del servizio bloccate sempre dagli amici sindaci 6 Acqualatina S p a non fa investimenti il contratto prevedeva 146 milioni entro il 2008 e ne ha fatti solo 74 Poi gli amici Sindaci hanno accordato di farne almeno 146 entro il 2011 ma anche qui niente di fatto Poi lo scorso 14 dicembre sempre gli amici sindaci hanno accordato di farne almeno 120 milioni entro il 2011 e così via 7 Acqualatina S p a dice che quest anno ha fatto ben 17 5 milioni d investimenti ma dimentica di dire che ne avrebbe dovuti fare 22 milioni mancano ancora all appello 4 5 milioni Questo è il vero Bilancio di Acqualatina S p a Infatti gli stessi revisori dei conti nella loro relazione scrivono L entità dell esposizione finanziaria appare rilevante sia rispetto al fatturato che al reddito operativo che al patrimonio netto In poche parole Acqualatina S p a rischia il fallimento proprio per i debiti contratti con Depfa Bank fatti per accelerare gli investimenti 1 9 I REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011 Dopo la vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno dove la stragrande maggioranza degli italiani ha deciso di non continuare con la privatizzazione dei servizi pubblici e di eliminare i profitti dall acqua il secondo quesito è stato il più votato non si può aspettare oltre per mettere in pratica la volontà degli elettori La città di Anzio non è stata da meno 55 dei votanti e 95 di SI nel dichiarare la propria indisponibilità a continuare una gestione illegittima e scellerata del servizio idrico contro la disapprovazione di tutti i partiti di maggioranza l indifferenza dei mezzi d informazione e le perplessità e l ignavia di molta parte dell opposizione E giunto il momento ristabilire il reale rapporto tra la politica rappresentativa e il consenso popolare che è stato comunque ridisegnato e imposto con i referendum L agenda della politica è cambiata i soggetti portatori di interessi collettivi non sono più soltanto i partiti i quali rischiano il tracollo politico se non modificano il loro rapporto con la base ma sono nati nuovi soggetti i comitati dei cittadini che con iniziative coinvolgenti e basate sui bisogni reali fuori dalle logiche di partito hanno saputo veicolare le richieste di trasparenza e democrazia provenienti dal basso L indirizzo politico determinato dai referendum non rappresenta una astratta volontà di partecipazione alle scelte e decisioni dell amministrazione locale e nazionale ma una vera e propria volontà di ribaltamento delle posizioni da oggetto della politica a soggetto politico La risposta chiara e inequivocabile ai quesiti referendari va al di là della pura e semplice abrogazione di un articolo di legge ma sancisce definitivamente la volontà di rifiutare un modello di gestione dei servizi pubblici fallimentare iniquo e antipopolare e apre le porte ad una nuova concezione nella gestione della cosa pubblica la definizione di bene comune La sentenza di ammissibilità dei quesiti referendari della Corte Costituzionale è un pietra miliare nella ridefinizione dei rapporti tra cittadini e amministrazione statale l abrogazione richiesta riguarda una normativa generale prevalente su quelle di settore salvo che per i sopra ricordati quattro settori esclusi che è diretta sostanzialmente a restringere rispetto alle regole concorrenziali minime comunitarie le ipotesi di affidamento diretto e in particolare di gestione in house dei servizi pubblici locali di rilevanza economica L evidente unitarietà della disciplina di cui si richiede l abrogazione comporta l omogeneità del quesito Esso infatti proprio perché diretto ad escludere l applicazione di tale regolamentazione generale è sorretto da una matrice razionalmente unitaria appare evidente che l obiettiva ratio del quesito n 1 va ravvisata come sopra rilevato nell intento di escludere l applicazione delle norme contenute nell art 23 bis che limitano rispetto al diritto comunitario le ipotesi di affidamento diretto e in particolare quelle di gestione in house di pressoché tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica ivi compreso il servizio idrico Per quanto riguarda poi la remunerazione del capitale investito la Consulta dichiara Infine la normativa residua immediatamente applicabile sentenza n 32 del 1993 data proprio dall art 154 del d lgs n 152 del 2006 non presenta elementi di contraddittorietà persistendo la nozione di tariffa come corrispettivo determinata in modo tale da assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio chi inquina paga allegato n 20 1 10 MANOVRE TRUFFALDINE DELL ULTIMA ORA Dopo questa

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  • l manifesto di Napoli - "Acquadolce"
    Napoli sia nel settore dell acqua che negli altri servizi pubblici per scongiurare le alienazioni forzate di capitale pubblico di cui al Decreto Berlusconi Tremonti del Ferragosto 2011 e al Decreto Monti bis 4 Assunzione degli atti necessari per l eliminazione del 7 di remunerazione del capitale investito dalla tariffa idrica nonché pieno sostegno giuridico e politico della campagna di obbedienza civile iniziata dal Forum dei movimenti per l acqua rifiutando ogni taglio della fornitura idrica o di altre forniture essenziali nei territori di propria giurisdizione 5 Denuncia della morsa insostenibile del Patto di Stabilità interno sulla finanza locale e quindi sugli effettivi spazi di autonomia e autogoverno dei Comuni stessi campagna di rottura collettiva condivisa e coordinata dei suoi vincoli a partire dalla discussione e dal voto dei bilanci di previsione per l anno 2012 conseguente apertura di una vertenza conflittuale con il governo e il Parlamento nazionali per ottenere un allentamento dei suoi criteri applicativi con l obiettivo di escluderne a partire dai bilanci dell anno in corso gli investimenti per le Aziende speciali e partecipate e le spese per i servizi pubblici essenziali per il welfare e la cura ecologica del territorio 6 Richiesta di un impegno pubblico dei parlamentari eletti nel territorio per far mancare i voti necessari al raggiungimento della maggioranza dei due terzi al progetto di riforma costituzionale per l inserimento del vincolo al pareggio di bilancio 7 Assunzione del processo costituente per un Europa sociale politica democratica e federativa oltre e contro le attuali politiche dell Unione e della Bce che stanno trovando nella revisione dei Trattati ulteriore conferma come naturale e necessario terreno di sviluppo dell iniziativa delle Autonomie locali per i beni comuni conseguente pieno sostegno anche tramite le relazioni già in essere con altri governi locali in Europa della stesura e della promozione della Carta Europea dei Beni Comuni così come già deliberato dal Comune di Napoli 8 Pieno riconoscimento del lavoro come bene comune e sostegno convinto delle iniziative che la Fiom sta ponendo in essere in tale direzione a partire dalla manifestazione nazionale dell 11 febbraio Impegno a fronteggiare il modello autoritario e antidemocratico di Pomigliano in qualsiasi parte del territorio nazionale Assunzione politica in prima persona del reddito di cittadinanza come battaglia caratterizzante un uscita dalla crisi economica che parta dalla più equa distribuzione delle risorse 9 Attiva prosecuzione del confronto iniziato a Napoli con i movimenti e le forze sociali che si battono per i beni comuni e che mettono in atto pratiche dirette anche tramite l aperto riconoscimento politico che le occupazioni di immobili per esigenze abitative sociali o culturali direttamente collegate ai valori costituzionali costituiscono un legittimo esercizio di diritti costituzionali e una valida pratica di cittadinanza attiva Nessun amministratore presente richiederà né autorizzerà l utilizzo della forza pubblica al fine di risolvere vertenze sui beni comuni 10 Trasferimento senza onere alcuno ai Comuni per la realizzazione di progetti di utilità sociale di immobili e aree demaniali oggi inutilizzate opposizione in ogni possibile forma

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  • Proposta di modello di percorso per portare a conclusione l’iter della modifica dello Statuto Comunale di Nettuno per un nuovo modello di gestione del S.I.I. - "Acquadolce"
    E UNA MERCE Acqua all arsenico un problema dimenticato Anzio e Nettuno 4 domeniche per dire si ai referendum sull acqua pubblica Assemblea pubblica Sala Consiliare Nettuno Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno comunicato stampa Comunicato n 8 del 14 06 2011 Comitato Acqua pubblica Anzio Nettuno Comunicato stampa congiunto Comitati territoriali ed Associazioni Conferenza Arsenico ce lo danno a Bere il Contributo dell Associazione Acquadolce Nettuno 26 febbraio Anzio 4 marzo 2010 Home Campagne Acqua bene comune non merce Proposta di modello di percorso per portare a conclusione l iter della Studio sui modelli di ripubblicizzazione del S I I un contributo dell Associazione Acquadolce Proposta di modello di percorso per portare a conclusione l iter della modifica dello Statuto Comunale di Nettuno per un nuovo modello di gestione del S I I 27 giugno 2011 Il 9 luglio 2010 è stata approvata la Delibera di C C di Nettuno n 26 che ha per oggetto SERVIZIO IDRICO PUBBLICO ART 20 DEL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE con la quale il C C s impegna a modificare lo Statuto nel senso della ripubblicizazione del servizio idrico siamo arrivati ad oggi senza che nessuna iniziativa sia partita da questa amministrazione In previsione del fatto che gli impegni presi con questa delibera siano soltanto una iniziativa momentaneamente accantonata come confermato da fonti attendibili dell amministrazione comunale sarebbe opportuno cominciare a preparare una campagna di sensibilizzazione e di controllo da parte del Comitato che scuota gli addetti ai lavori a che acceleri le procedure per portare a compimento l iter iniziato con la raccolta e la presentazione delle firme dei cittadini nonché dimostrare alla comunità che la battaglia così cominciata non si fermi e non rimanga nel dimenticatoio delle tante iniziative cominciate con successo e arenatasi nei procedimenti

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