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  • unioni fusioni comuni | Diritti regionali
    16 settembre 2013 di AM 1 Lo scorso 20 agosto il Governo ha depositato alla Camera rispettivamente come AC n 1543 e n 1542 due proposte legislative il disegno di legge costituzionale per l abolizione delle province e il disegno di legge ordinaria recante disposizioni su Continua a leggere Pubblicato in Comuni Enti locali Riforme Unioni di comuni Contrassegnato ac 1542 ac 1543 disegno di riforma Governo Letta unioni fusioni comuni Le iniziative della Rivista Forum sulla riforma costituzionale Ricerca per Links Amministrazione In Cammino Archivio di Diritto e Storia Costituzionali Associazione Italiana dei Costituzionalisti Astrid Centro di Ricerca sui Sistemi Costituzionali comparati Consulta on Line Consulte Statutarie Diritti Comparati Diritti fondamentali rivista online Diritto regionale Federalismi it Forum di Quaderni Costituzionali GiustAmm it Gruppo di Pisa Dibattito aperto sul diritto e la giustizia costituzionale ISSiRFA Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie Massimo Severo Giannini MediaLaws Diritto comparato dei media OLIR Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose Osservatorio sulle fonti Poteri Pubblici e Mercati Sistemi elettorali e Stato costituzionale Stato Chiese e pluralismo confessionale Tecniche normative Visite 412 511 Iscrizione Clicca per iscriverti e ricevere una notifica per ogni nuovo articolo pubblicato Iscriviti alla newsletter Clicca

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  • L’istituzione dei liberi consorzi di comuni in Sicilia e la trappola dell’art. 15 dello Statuto speciale | Diritti regionali
    prevede similmente articolo 14 comma 1 che la competenza legislativa primaria si esercita nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato Non si è mai dubitato quindi che la competenza primaria della Regione Siciliana dovesse osservare i principi della Costituzione 22 così come anche i principi fondamentali delle leggi di riforma economico sociale 23 Peraltro pur nel mutato assetto la Corte non ha mancato di sottolineare come nel nuovo assetto costituzionale scaturito dalla riforma allo Stato sia pur sempre riservata nell ordinamento generale della Repubblica una posizione peculiare desumibile non solo dalla proclamazione di principio di cui all articolo 5 della Costituzione ma anche dalla ripetuta evocazione di un istanza unitaria manifestata dal richiamo al rispetto della Costituzione nonché dei vincoli derivanti dall ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali come limiti di tutte le potestà legislative articolo 117 primo comma e dal riconoscimento dell esigenza di tutelare l unità giuridica ed economica dell ordinamento stesso articolo 120 secondo comma E tale istanza postula necessariamente che nel sistema esista un soggetto lo Stato avente il compito di assicurarne il pieno soddisfacimento 24 Inoltre in riferimento alle problematiche rilevate e di non agevole soluzione che emergono anche dal nuovo Titolo V e con riferimento alla questione in esame sembra opportuno chiedersi in primo luogo se a fronte dell ampliamento delle competenze legislative regionali derivante dalla attribuzione di competenza generale residuale non debba contrapporsi anche per le Regioni a Statuto speciale la riserva di legislazione esclusiva a favore dello Stato così come elencata all articolo 117 secondo comma Al riguardo la Corte Costituzionale ha pronunciato alcune decisioni in cui si afferma che il nuovo Titolo V non si applica alle Regioni a Statuto speciale se non nelle parti che prevedono forme di autonomie più ampie rispetto a quelle già attribuite 25 In tale contesto andrebbe riconsiderata la definizione stipulativa secondo cui l autonomia della Regione Siciliana in quanto Regione a Statuto speciale ricomprende solo tutto ciò che deve essere garantito nei confronti delle potestà spettanti ai livelli di governo superiori ma non tutto ciò che permette di comprimere l autonomia del livello di governo inferiore La citata sent n 83 della Corte Costituzionale è in grado di offrire un ulteriore elemento di riflessione sul punto In essa si afferma che la garanzia delle comunità territoriali minori non può subire nel suo nucleo essenziale significative alterazioni quando anziché il sistema della autonomie ordinarie venga in considerazione quello delle autonomie speciali ove sono presenti competenze regionali e provinciali esclusive Con particolare riferimento alla materia dell ordinamento degli enti locali nelle Regioni a Statuto speciale la Corte Costituzionale nella sua giurisprudenza 26 ha ammesso che il legislatore regionale possa nei differenziati ambiti lasciati dalle disposizioni costituzionali o statutarie in presenza di esigenze di carattere generale articolare diversamente i poteri di amministrazione locale con il limite della permanenza di almeno una sfera adeguata di funzioni In particolare la medesima Corte 27 ha affermato che una disposizione come quella di cui all art 5 della Costituzione certamente impegna la Repubblica e anche quindi le Regioni ad autonomia speciale a riconoscere e a promuovere le autonomie ed ha anche aggiunto che le leggi regionali possono bensì regolare l autonomia degli enti locali ma mai comprimere fino a negarla Analogamente si è ritenuto doveroso il coinvolgimento degli enti locali infraregionali alle determinazioni regionali di ordinamento in considerazione dell originaria posizione di autonomia ad essi riconosciuta 28 Ciò significa che la Regione Siciliana non è vincolata all osservanza di una specifico modello istituzionale analogo alla legislazione statale per disciplinare l assetto degli enti locali ma come già affermato per la consorella Regione Friuli Venezia Giulia deve rispettare il principio autonomistico o meglio ancora tramite le sue autonome determinazioni deve favorire la piena realizzazione dell autonomia degli enti locali 29 magari utilizzando il criterio storico per la ricostruzione del concetto di autonomia provinciale per quel nucleo fondamentale delle libertà locali che emerge da una lunga tradizione e dallo svolgimento che esso ebbe durante il regime democratico 30 Appare evidente la necessità contenuta nel disegno costituzionale di non consentire ad una parte dell ordinamento Regioni a Statuto speciale di concretizzare attraverso l uso autonomo della legislazione esclusiva lesioni ai principi di sistema In tale contesto importanti pronunciamenti anche se sul piano più istituzionale che legislativo si sono registrati nel tempo con l Intesa Interistituzionale formalizzata a Cagliari il 20 03 2003 tra tutte le Regioni a Statuto speciale e Province autonome con le rappresentanze degli enti locali dei rispettivi territori che è finalizzata a sancire un interpretazione di favor per Comuni e Province in ordine all estensione della garanzie di maggiore autonomia previste dal nuovo quadro costituzionale e con alcuni ordini del giorno approvati al Senato il 27 05 2003 contestualmente all approvazione della l cost n 3 2001 a beneficio degli enti locali ricompresi nelle Regioni a Statuto speciale tenendo conto che le autonomie più a rischio non dispongono di forme di garanzia ad hoc quale l accesso alla Corte Costituzionale previste invece in altri ordinamenti come Germania e Spagna e postulate tra l altro in documenti sovranazionali di particolare rilievo come la Carta europea dell autonomia locale del 1985 31 Dalla lettura delle illustrate posizioni della Corte Costituzionale emergono due punti fermi che meritano di essere evidenziati per provare ad azzardare alcune conclusioni a la Regione Siciliana in quanto Regione a Statuto speciale non risente delle novità apportata dal nuovo Titolo V della Costituzione se non nelle parti che prevedono forme di autonomie più ampie rispetto a quelle già attribuite Pertanto a nulla rileva l eccezione più volte sollevata in dottrina secondo cui l art 114 della Costituzione in cui risulta previsto l ente territoriale Provincia tra i diversi livelli istituzionali che compongono la Repubblica prevale sull art 15 dello Statuto siciliano che quale ente intermedio prevede l ente non territoriale libero consorzio di comuni Questione per la verità già affrontata dall Alta Corte per la Regione Siciliana con la citata sentenza 21 07 1955 4 10 1955 n 90 in cui

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  • Consorzi di comuni | Diritti regionali
    il 13 settembre 2013 di AM Mentre il percorso intrapreso dal legislatore statale sul riordino dell ente intermedio è stato stoppato dalla Corte Costituzionale 1 e ripreso da due successivi disegni di legge approvati dal Consiglio dei Ministri 2 nella Regione Siciliana si corre contro il tempo per mantenere Continua a leggere Pubblicato in Consorzi di comuni Enti locali Regione Siciliana Riforme Contrassegnato consorzi comuni Sicilia liberi consorzi di comuni riforma province 8 commenti Le iniziative della Rivista Forum sulla riforma costituzionale Ricerca per Links Amministrazione In Cammino Archivio di Diritto e Storia Costituzionali Associazione Italiana dei Costituzionalisti Astrid Centro di Ricerca sui Sistemi Costituzionali comparati Consulta on Line Consulte Statutarie Diritti Comparati Diritti fondamentali rivista online Diritto regionale Federalismi it Forum di Quaderni Costituzionali GiustAmm it Gruppo di Pisa Dibattito aperto sul diritto e la giustizia costituzionale ISSiRFA Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie Massimo Severo Giannini MediaLaws Diritto comparato dei media OLIR Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose Osservatorio sulle fonti Poteri Pubblici e Mercati Sistemi elettorali e Stato costituzionale Stato Chiese e pluralismo confessionale Tecniche normative Visite 412 511 Iscrizione Clicca per iscriverti e ricevere una notifica per ogni nuovo articolo pubblicato Iscriviti

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  • consorzi comuni Sicilia | Diritti regionali
    il 13 settembre 2013 di AM Mentre il percorso intrapreso dal legislatore statale sul riordino dell ente intermedio è stato stoppato dalla Corte Costituzionale 1 e ripreso da due successivi disegni di legge approvati dal Consiglio dei Ministri 2 nella Regione Siciliana si corre contro il tempo per mantenere Continua a leggere Pubblicato in Consorzi di comuni Enti locali Regione Siciliana Riforme Contrassegnato consorzi comuni Sicilia liberi consorzi di comuni riforma province 8 commenti Le iniziative della Rivista Forum sulla riforma costituzionale Ricerca per Links Amministrazione In Cammino Archivio di Diritto e Storia Costituzionali Associazione Italiana dei Costituzionalisti Astrid Centro di Ricerca sui Sistemi Costituzionali comparati Consulta on Line Consulte Statutarie Diritti Comparati Diritti fondamentali rivista online Diritto regionale Federalismi it Forum di Quaderni Costituzionali GiustAmm it Gruppo di Pisa Dibattito aperto sul diritto e la giustizia costituzionale ISSiRFA Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie Massimo Severo Giannini MediaLaws Diritto comparato dei media OLIR Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose Osservatorio sulle fonti Poteri Pubblici e Mercati Sistemi elettorali e Stato costituzionale Stato Chiese e pluralismo confessionale Tecniche normative Visite 412 511 Iscrizione Clicca per iscriverti e ricevere una notifica per ogni nuovo articolo pubblicato Iscriviti

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  • liberi consorzi di comuni | Diritti regionali
    Pubblicato il 13 settembre 2013 di AM Mentre il percorso intrapreso dal legislatore statale sul riordino dell ente intermedio è stato stoppato dalla Corte Costituzionale 1 e ripreso da due successivi disegni di legge approvati dal Consiglio dei Ministri 2 nella Regione Siciliana si corre contro il tempo per mantenere Continua a leggere Pubblicato in Consorzi di comuni Enti locali Regione Siciliana Riforme Contrassegnato consorzi comuni Sicilia liberi consorzi di comuni riforma province 8 commenti Le iniziative della Rivista Forum sulla riforma costituzionale Ricerca per Links Amministrazione In Cammino Archivio di Diritto e Storia Costituzionali Associazione Italiana dei Costituzionalisti Astrid Centro di Ricerca sui Sistemi Costituzionali comparati Consulta on Line Consulte Statutarie Diritti Comparati Diritti fondamentali rivista online Diritto regionale Federalismi it Forum di Quaderni Costituzionali GiustAmm it Gruppo di Pisa Dibattito aperto sul diritto e la giustizia costituzionale ISSiRFA Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie Massimo Severo Giannini MediaLaws Diritto comparato dei media OLIR Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose Osservatorio sulle fonti Poteri Pubblici e Mercati Sistemi elettorali e Stato costituzionale Stato Chiese e pluralismo confessionale Tecniche normative Visite 412 511 Iscrizione Clicca per iscriverti e ricevere una notifica per ogni nuovo articolo pubblicato

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  • riforma province | Diritti regionali
    luglio 2013 di AM Con la pubblicazione della sentenza 220 2013 si chiariscono infine le motivazioni che hanno indotto la Corte costituzionale ad accogliere almeno in parte le impugnative regionali proposte nei confronti dei d l 201 2011 e 95 2012 contenenti le disposizioni sul c d riordino delle Continua a leggere Pubblicato in Giurisprudenza costituzionale Province Regione Campania Regione Friuli Venezia Giulia Regione Lazio Regione Lombardia Regione Molise Regione Piemonte Regione Sardegna Regione Valle d Aosta Riforme Contrassegnato giurisprudenza costituzionale province giurisprudenza riforme riforma enti locali riforma province 63 commenti Le perplessità sulla proposta del Governo di abolire le Province Pubblicato il 16 luglio 2013 di AM Negli ultimi giorni il tema dell abolizione delle Provincie è tornato ad essere al centro dell attenzione pubblica dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato l incostituzionalità delle disposizioni contenute nelle recenti manovre finanziarie aventi ad oggetto la riforma e il riordino delle Continua a leggere Pubblicato in Enti locali Province Riforme Contrassegnato abolizione province riforma costituzionale province riforma Letta riforma province 2 commenti Brevi note sull abolizione delle Province Pubblicato il 22 maggio 2013 di AM Il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie Graziano Delrio si è opportunamente interrogato sulle modalità circa un eventuale e prossima abolizione delle Province Mi sembra un modo corretto per affrontare il problema delle autonomie locali territoriali in particolare delle Continua a leggere Pubblicato in Enti locali Province Riforme Contrassegnato abolizione province riforma province 4 commenti C era una volta il federalismo Pubblicato il 26 ottobre 2012 di AM Un forte vento centralista si sta abbattendo sul mondo delle autonomie Per anni ci hanno raccontato e non solo i leghisti che buona parte se non tutti i mali del nostro Paese dipendevano dall eccessiva concentrazione romana dei poteri Che occorreva Continua a leggere Pubblicato in Autonomia finanziaria Autonomia regionale Federalismo Federalismo fiscale Riforme Contrassegnato centralismo controriforma decreto salva Italia riforma costituzionale riforma Monti riforma province riforma titolo v riordino province spending review D L n 95 2012 La spending review sulle province dimenticato l art 133 comma 1 della Costituzione Pubblicato il 19 luglio 2012 di AM Fin dall estate scorsa già con la manovra finanziaria bis decreto legge n 138 2011 si è iniziato ad assistere ad una continua quanto sottile violazione della Costituzione in tema di accorpamento delle Province Se da un lato come aveva indicato il prof Continua a leggere Pubblicato in Province Contrassegnato art 133 Costituzione riforma province spending review 3 commenti Il ricorso della Regione Piemonte per l illegittimità costituzionale dell art 23 del decreto legge n 201 11 sulla riorganizzazione delle Province Pubblicato il 11 maggio 2012 di AM Con ricorso depositato in data 23 gennaio 2012 nella cancelleria della Corte costituzionale e pubblicato in G U n 10 del 07 03 2012 la Regione Piemonte solleva in via principale questione di legittimità costituzionale relativamente all art 23 commi 14 15 16 17 Continua a leggere Pubblicato in Province Regione Piemonte Contrassegnato decreto salva Italia ricorso Piemonte province

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  • Province: illegittimo il riordino con decreto-legge. Prime osservazioni sulle conseguenze della sentenza n. 220/2013 della Corte costituzionale: indicazioni per il futuro prossimo e reazioni immediate alla decisione | Diritti regionali
    la legge che ne scaturisce che assuma essa stessa la natura di legge provvedimento o intenda invece delegare l emanazione dell atto legislativo al Governo fosse non solo radicata imprescindibilmente in questa iniziativa e se il comune revocasse la delibera ma altresì limitata nei propri effetti in quanto potrebbe comportare una variazione di circoscrizione territoriale concernente soltanto il i comune i promotori dell iniziativa Sembra del resto questo l insegnamento da trarsi alla luce dell art 63 l 142 1990 che recava la delega legislativa sulla cui legittimità la Corte si pronunciò nella citata sent n 347 1994 in quel caso la delega veniva legittimata dalla circostanza che le province da essa coinvolte fossero state interessate da iniziative comunali per l istituzione di nuove province A parte le conseguenze eventualmente l ipotesi che precede pratica l argomento ad absurdum paradossali in astratto e in concreto di una siffatta interpretazione che però si radica logicamente nella lettura che la Corte sembra dare dell iniziativa di cui all art 133 Cost va dato atto di un ulteriore ipotetica conseguenza la garanzia procedurale l art 133 accorda ai comuni rispetto alla variazione delle circoscrizioni provinciali sarebbe fortemente sbilanciata a favore degli interessi locali di questi ponendo su di un piano subordinato interessi di dimensione più vasta tanto di livello regionale coinvolto solo nella sede fisiologicamente successiva del parere quanto di livello nazionale chiamato in causa alla stregua della sola volontà comunale Non stupisce allora che venendo alle reazioni alla decisione della Corte le due iniziative legislative intraprese dal Governo per un verso intendano privare della garanzia costituzionale l ente intermedio il d d l costituzionale deliberato in Consiglio dei Ministri il 5 luglio e rivisitato il 17 luglio e per altro verso tornino a rivederne in profondità i connotati senza tuttavia intervenire sulla geografia provinciale il d d l deliberato in CdM il 26 luglio A tal proposito è d interesse in questa sede sottolineare almeno un aspetto relativo al secondo disegno di legge il quale riguarda oltre alle province anche le città metropolitane e le unioni di comuni nonché la fusione tra questi La sentenza n 220 2013 risolvendo le questioni in punto di violazione dell art 77 ha considerato riassorbiti gli altri numerosi motivi di illegittimità prospettati dai ricorsi regionali con riferimento ad altre caratteristiche del riordino operato da dd ll 201 2011 e 95 2012 come la violazione del nucleo minimo di funzioni da riconoscersi all ente provincia costituzionalmente garantito la lesione del fondamento democratico del principio autonomistico prodotta dalla trasformazione delle province in enti di secondo grado o l invasione di titoli di potestà legislativa e regolamentare regionale specie con riferimento al trasferimento delle funzioni necessitato dal riordino delle province Queste censure di merito sembrano a prima lettura pressoché integralmente riproducibili con riferimento al disegno di legge governativo il quale opera per sua espressa previsione in attesa della fino alla rispettivamente art 1 e art 11 le espressioni non sono ovviamente indifferenti ma non è qui possibile indugiare analiticamente riforma costituzionale delle province e quindi a Costituzione invariata Questa circostanza è significativa soprattutto con riferimento alle censure relative alla violazione del fondamento democratico del principio autonomistico Con riferimento alle altre infatti può notarsi una sostanziale riproduzione da parte del disegno di legge delle norme già previste dall art 17 d l 95 2012 specie con riferimento alle funzioni fondamentali dell ente che riprendono quelle ivi previste ad eccezione marginale della gestione dell edilizia scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado prevista dall art 17 comma 10 lett b bis del d l 95 e stralciata dall art 15 comma 1 lett c del d d l in parola Il che consente un richiamo tanto agli argomenti a favore quanto a quelli contrari alle censure regionali Con riferimento invece alla trasformazione delle province in enti di secondo grado si assiste ad una disciplina dichiaratamente si veda la relazione illustrativa volta a massimizzare il ruolo dei sindaci dei comuni appartenenti alla provincia Si tratta quindi di un ulteriore assottigliamento almeno dal punto di vista dei sostenitori delle censure della legittimazione democratica degli organi di governo dell ente intermedio con l estromissione dei consiglieri comunali dall elettorato attivo e passivo per l elezione del presidente e del consiglio provinciali in forte discontinuità con la scelta compiuta dal precedente Governo cfr A C 5210 XVI leg Sembra quindi che la vicenda dell eterna riforma dell ente intermedio anche nella sua dimensione costituzionale non sia affatto conclusa con la pronuncia della Corte costituzionale in commento Infine sembra opportuno far cenno ad un interrogativo che potrebbe residuare dalla lettura del dispositivo della sentenza n 220 2013 e riguarda la normativa di risulta che ne è dell art 1 comma 115 della l 228 2012 Come noto cfr al proposito il post firmato da Giovanni Boggero e dal sottoscritto pubblicato su questo blog il 7 gennaio scorso il processo di riordino delle province intrapreso mediante le norme impugnate nel giudizio qui all attenzione era stato interrotto proprio con la decisione del Parlamento di non convertire il decreto legge n 188 2012 che dando attuazione all art 17 d l 95 2012 riduceva il numero delle province appartenenti alle regioni ordinarie e ne rideterminava denominazioni e circoscrizioni Contestualmente a questa decisione maturava l idea di un congelamento della riforma in vista del cambio di legislatura la quale si sostanziava nell art 1 comma 115 della legge di stabilità l 228 2012 Tale norma nella sua quasi interezza si limita a sospendere l efficacia ovvero a novellare alcune disposizioni dei dd ll 201 2011 e 95 2012 le quali risultano dichiarate illegittime dalla sentenza qui in commento art 23 commi 16 18 19 d l 201 2011 e artt 17 commi 4 e 10 e art 18 d l 95 2012 Il che implica il conseguente venir meno delle stesse siffatte norme di cui all art 1 comma 115 l 228 2012 Sembrano però fare eccezione sul piano sostanziale due soli periodi del citato disposto il quale

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  • giurisprudenza riforma province | Diritti regionali
    il futuro prossimo e reazioni immediate alla decisione Pubblicato il 1 agosto 2013 di AM Con la sentenza n 220 2013 la Corte ha dichiarato l illegittimità costituzionale delle norme che adottate con decreto legge tra il 2011 e il 2012 avevano disposto il complessivo riordino delle province nonché l istituzione delle città metropolitane art 23 commi 14 15 Continua a leggere Pubblicato in Enti locali Giurisprudenza costituzionale Province Riforme Contrassegnato giurisprudenza riforma province riforma province riforma province decreto legge 15 commenti Le iniziative della Rivista Forum sulla riforma costituzionale Ricerca per Links Amministrazione In Cammino Archivio di Diritto e Storia Costituzionali Associazione Italiana dei Costituzionalisti Astrid Centro di Ricerca sui Sistemi Costituzionali comparati Consulta on Line Consulte Statutarie Diritti Comparati Diritti fondamentali rivista online Diritto regionale Federalismi it Forum di Quaderni Costituzionali GiustAmm it Gruppo di Pisa Dibattito aperto sul diritto e la giustizia costituzionale ISSiRFA Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie Massimo Severo Giannini MediaLaws Diritto comparato dei media OLIR Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose Osservatorio sulle fonti Poteri Pubblici e Mercati Sistemi elettorali e Stato costituzionale Stato Chiese e pluralismo confessionale Tecniche normative Visite 412 511 Iscrizione Clicca per iscriverti e ricevere

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